Indennità di Accompagnamento 2026: aumenti, criteri e novità normative

Pubblicato il 17 Febbraio 2026
Diritto previdenziale

Dal 1° gennaio 2026 l’indennità di accompagnamento viene aggiornata con un lieve aumento dell’importo mensile, frutto della rivalutazione automatica legata all’inflazione. Tale prestazione assistenziale resta uno strumento fondamentale per le persone con disabilità grave e per le loro famiglie.

1) Nuovi importi 2026

L’indennità di accompagnamento passa da 542,02 € a 552,57 € mensili, con un incremento di circa 10 € rispetto al 2025. L’adeguamento segue il meccanismo di perequazione previsto per le prestazioni assistenziali.

Questa misura economica, erogata dall’INPS, non è una pensione contributiva, ma un sostegno economico destinato esclusivamente alle persone con invalidità civile totale (100 %) che necessitano di assistenza continua, ossia che non sono in grado di deambulare autonomamente o di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita.

2) Requisiti per l’accesso

Per il 2026 non cambiano i criteri di accesso alla prestazione rispetto agli anni precedenti. Restano, infatti, confermati i requisiti già in vigore:

  • invalidità civile totale al 100 %;
  • impossibilità di deambulare autonomamente oppure incapacità di compiere gli atti quotidiani senza assistenza permanente;
  • residenza stabile e abituale nel territorio italiano;
  • cittadinanza italiana o titolo equiparato (per i cittadini UE o extracomunitari).

Non è previsto alcun limite reddituale per ottenere la prestazione: l’indennità è riconosciuta indipendentemente dal reddito personale o familiare del beneficiario.

👉 Importante: la prestazione decade nei casi in cui il beneficiario sia ricoverato gratuitamente in una struttura pubblica o in regime di degenza la cui retta sia integralmente a carico dell’ente pubblico. Il ricovero in day hospital, invece, non interrompe l’erogazione dell’indennità.

3) La riforma della disabilità in corso

Parallelamente all’aggiornamento degli importi, il 2026 è un anno chiave per la fase sperimentale della riforma dell’accertamento della disabilità, prevista dal decreto legislativo n. 62/2024. Tale riforma mira a superare il tradizionale approccio esclusivamente medico-legale, introducendo criteri più articolati che considerano anche aspetti sociali e di contesto individuale nella valutazione della non autosufficienza.

La sperimentazione, partita in alcune province dal 2025, si sta progressivamente estendendo a nuovi territori, in vista di una possibile applicazione su scala nazionale a partire dal 2027.

4) Cosa cambia concretamente per i cittadini

Per chi già percepisce l’indennità non sono previste modifiche automatiche al riconoscimento della prestazione. Tuttavia, l’applicazione del nuovo modello di valutazione in sede di prima istanza potrebbe, nel medio periodo, influenzare le modalità di accertamento e l’accesso a misure collegate.